lunedì 06 settembre 2010
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Ogni 2° Domenica del Mese (escluso agosto)
nel Centro Storico di Castelleone (Cr)
 
 
In Esposizione
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Cenni Storici su Castelleone Stampa E-mail
  L’abitato di Castelleone sorge a una trentina di chilometri da Cremona,piantinavecchia in direzione nord-ovest: il suo territorio si estende attorno alle sponde dell’antico alveo del fiume Serio. La presenza umana vi è documentata fin dalla preistoria: reperti mesolitici, neolitici, dell’età del bronzo e del ferro, rinvenuti sui terreni fluviali delle campagne, sono conservati nel locale Museo Civico.
Fra le primissime popolazioni del nord Italia, stanziano da noi i Galli Insubri e i ritrovamenti, ancorché frammentati, ci testimoniano il periodo celtico.
A seguito della fondazione di Cremona (218 A. C.) il nostro territorio è oggetto di centuriazione e ancora oggi sono visibili nelle nostre campagne numerose tracce di questo sistema di frazionamento.
Dopo la caduta dell’Impero Romano, l’archeologia e la toponomastica testimoniano sul territorio la calata di popolazioni barbariche di origine germanica e, in modo significativo, quella dei Longobardi.Il primo documento scritto che ci riguarda è
dell’anno 842 e concerne la testimonianza in un “placito” (o processo) dell’epoca del Presbiterio Oldeberto della Pieve di San Lorenzo in località Bressanoro.
stemma Da un documento del 1022 la Corte di Bressanoro risulta concessa in “precaria” dal Vescovo di Cremona al marchese Bonifacio di Toscana. Oltre alla Corte di Bressanoro (nel cui Castello la cappella interna è dedicata a Santa Maria), esistono nel nostro territorio quelle di Fepenica, Manzano e Mastalengo.Ciò favorisce nella campagna limitrofa la costruzione, a difesa degli abitanti, di castelli e castelletti tra i quali Castel Manfredi, nella stessa Corte di Bressanoro. Il “Torrazzo” è quanto rimane del suo importante sistema difensivo. L’imperatore Federico Barbarossa, sceso in Italia nel 1186 contro Cremona, dopo una serie di assedi e di devastazioni operati un po’ ovunque nel settentrione d’Italia, rade al suolo anche Castel Manfredi. Due anni dopo, nell’aprile del 1188, il vescovo di Cremona Siccardo Catalano, per favorire il Comune cittadino intenzionato a difendere le sue terre contro Cremaschi e Milanesi, decide di fortificare la zona del distrutto Castel Manfredi. Nella Corte di Bressanoro sorge così un nuovo castello, l’odierna Castelleone, secondo lo schema strutturale dell’accampamento militare romano, come risulta visibile dall’impianto urbanistico dell’attuale centro storico. Castelleone nasce come Borgo Franco: i suoi abitanti saranno cioè affrancati dalla servitù feudale. Per la sua posizione strategica: il 2 giugno 1213, nei campi delle Bodesine poco discosti dall’abitato, i Milanesi subiscono una grave sconfitta perdendovi il simbolo della loro forza in campo, il Carroccio, che prima di essere portato a Cremona entra trionfalmente la sera stessa nel nostro Castello. Nel 1354 Castelleone è conquistato dai Visconti, preludio al nostro definitivo ingresso nel Ducato di Milano. Nel 1420, però, viene costituito a Marchesato in favore di Cabrino Fondulo, signore di Cremona. Accerchiato e in pericolo di morte a causa dell’esercito di Filippo Maria Visconti, egli sceglie di pagare quarantacinquemila fiorini al Duca, di abbandonare la Signoria cremonese e ritirarsi in quel di Castelleone. Sono gli anni tra il 1420 e il 1424 a segnare  il periodo di maggior fulgore politico e civile di Castelleone. Cabrino, infatti, governandovi con illuminata accortezza e grande disponibilità, vi accoglie e sviluppa arti, commerci e mestieri, battendovi moneta ed elevando il borgo  e il territorio circostante alla dignità di una piccola Signoria, meta ambita di nobili, artisti e mercanti.
Caduto in disgrazia, castelleone_altononostante le grazie a suo tempo accordategli da Filippo Maria Visconti, il Fondulo viene fatto prigioniero e decapitato a Milano nel 1424. Castelleone viene così definitivamente inglobata nel Ducato milanese, ma nel 1435 ottiene il privilegio di “Terra Separata” da ogni altra città, dovendo ubbidienza solo a Milano.
Seguono, a partire dalla fine del XV secolo, le occupazioni dei Veneziani (1499-1509), dei Francesi (1509-1525), degli Spagnoli (1525-1714), intervallate da effimere riprese di potere da parte degli Sforza.
Queste vicende storiche contribuiranno a rifinire l’aspetto del nostro paese, il quale qua e là ancora oggi confessa nell’eleganza architettonica, nell’aristocrazia delle linee e nell’artisticità di alcune costruzioni, il passaggio di secoli storicamente decisivi.
Ottimo, pur se breve, il governo della Repubblica veneta, mentre ai sopravvenienti Francesi resta consegnato un periodo completamente negativo di saccheggi e devastazioni.
Rimarchevole e mobilissima è la famiglia dei D’Avos (da Inigo a don Alfonso, vincitori a Pavia su Francesco I); potenti i Rosales, pure di Spagna, che di castelleone risultano i maggiori “intestatari” fino alla soppressione dell’istituto feudale.
Nella parentesi spagnola è pure significativo ricordare che fu Podestà di Castelleone, tra il 1562 e il 1564, Bernardino Realino, elevato poi dalla Chiesa agli onori degli altari (1947).veduta_cast2
Con la pace di Rastadt (1714) tutta la Lombardia passa all’Austria: non diversamente Castelleone, che dopo il governo austriaco sperimenta quello della Repubblica Cisalpina (1796) e dell’Impero napoleonico. Dal 1815 Castelleone fa parte del Regno Lombardo-Veneto.
A seguito delle guerre di Indipendenza, la Lombardia viene annessa al Regno del Piemonte (1859). Il 7 gennaio 1860 a Castelleone si svolgono le prime elezioni amministrative. Tre anni dopo il nostro paese è toccato per la prima volta dalla strada ferrata che congiunge Cremona a Milano via Treviglio.
Gli inizi del ‘900 vedono imporsi la questione agraria, dato il carattere tradizionalmente agricolo delle nostre zone: Guido Miglioli vi fonda le cosiddette “Langhe Bianche”, ma le battaglie sociali vengono rinviate al sopraggiungere della prima Grande Guerra.
Attorno a questo periodo, Castelleone sarà anche oggetto di interesse letterario da parte dello scrittore Virgilio Brocchi, che ne racconterà le vicende nei bozzetti piccolo-borghesi compresi nel ciclo dell’Isola sonante.
Nella parentesi fascista, durante il periodo della Resistenza e in quello delle ristabilite libertà democratiche, castelleone non ha storia propria se non dal punto di vista del tributo di sangue e di energie che offre alla crescita civile e politica della nazione e, nella nazione, all’affermarsi della propria operosa individualità.
Oggi, nella premessa della conservazione storica e urbana che una illuminata ragione municipale ha da tempo sottoscritto, Castelleone offre con dignità non priva di orgoglio le testimonianze della sua secolare vicenda.
 
   
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